Quel sorriso alla Maturità che cura l'anima e batte il fango del mondo
Ci sono giorni in cui il mestiere di presidente degli esami di maturità, e ancor prima quello di cittadino, ti mette di fronte a uno specchio così limpido da farti vergognare delle miserie che respiriamo ogni giorno fuori dalle aule scolastiche. Oggi, dentro quella stanza d’esame dove l'aria era sospesa per la solita tensione della Maturità, è entrata la Vita. Quella vera. Un ragazzo con la sindrome di Down si è seduto davanti alla commissione. Per quaranta minuti ha preso la parola e ha letteralmente ridisegnato i confini del nostro mondo. Ha ripercorso i suoi ultimi cinque anni all’istituto agrario, ma non ha parlato solo di programmi o di nozioni: ci ha aperto le porte del suo universo. Ci ha raccontato la fatica e la gioia dell'atletica, il gusto pulito del correre, il suo spendersi nel sociale per dare una mano a chi è rimasto indietro. Ci ha parlato dei suoi compagni e delle sue compagne, con una purezza che ormai sembra bandita dai nostri salotti televisivi. Poi, è arri...