Lettera ai miei studenti
Care studentesse, cari studenti che ogni mattina attraversate i corridoi dell’Istituto "Agostino Bassi" di Lodi, e voi tutti, ragazzi che affollate le aule d’Italia: vi scrivo senza filtri, con il cuore in mano e la pelle d'oca, perché ci sono momenti in cui il linguaggio felpato della burocrazia è un insulto all'intelligenza e alla dignità umana. Insegno al Bassi perché questa scuola è carne e sangue. Insegno tra questi banchi perché non ho mai cercato un cattedra da cui impartire ordini, ma uno sguardo pulito in cui leggere il futuro. Insegno qui perché la scuola non è un lavoro, è un atto d'amore viscerale, una trincea di libertà, la scelta romantica e ostinata di scommettere su di voi ogni singolo giorno. Ma oggi la mia voce non può restare chiusa tra le mura della nostra scuola a Lodi: deve correre lungo tutti i corridoi d'Italia, entrare in ogni classe, parlare a ciascuno di voi. Ciò che è accaduto al Liceo Amaldi di Novi Ligure mi brucia dentro come u...